l'Art du Déplacement
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cronaca

SONO UN ARTIGIANO

Ogni gioiello con cui lavoro ha la sua storia, il suo vissuto. La sua forza, la sua fragiltà. 

Soprattutto erano già gioielli prima che facessi qualsiasi cosa.

Non sono perfetti ma sono unici. Speciali.

Su alcuni di loro metto dei cerotti per lenire le ferite. Alcune così grandi che, nonostante il tempo che corre, non si chiudono e fanno male.

Cercano di nascondermele ma sono un artigiano, conosco bene ognuno di loro. 

So quando dietro un sorriso si nasconde una lacrima, una guerra di tutti giorni senza fine contro tutto e tutti.

Lo so perché arrivo da li. Arriviamo da li. 

Un sorriso è un elegante fanculo alla violenza banale, alla mediocrità.

Sono un artigiano e so che vuol dire quando il fiato è rumoroso... E diventa più sereno. Quando il piede schiaccia duramente la terra senza motivo. Apparentemente...

Quando ci si asciugano le mani sul pantalone quando non c'è sudore.

So quando il cuore batte forte, la testa fa cento metri di un centimetro...

Anche quando sei immobile, so quando dentro c'è un terremoto. Non ho sempre bisogno di guardarti. Lo sento.

Lo so perché è il mio quotidiano, ancora.

Un gesto, una parola o un sguardo e ti mando la mia energia. Chiamala magia se vuoi, ma prima di tutto è una protezione.

Perché ti voglio bene coniglio.

Sono un artigiano e il mio atelier mi segue ovunque, si chiama strada.

I miei strumenti sono cuore, anima e movimenti. 

Senza dimenticare l'amore. 

So benissimo che sembra strano e ci sarà chi mi guarderà dal'alto. Però il giorno che ne capirai il senso piangerai. Cadrai dal tuo ramo ma nessuno ti ruberà il tuo formaggio... 

Sono un artigiano e non so.

Non so se le anime di questi gioielli continueranno a brillare e mi fa male pensare che un giorno si possano spegnere.

Maggior parte di loro si spegneranno.  È così.

Da solo piango al sapere che passeranno dalla  luce all'ombra.

Vita, la crudele, avrà divorato Speranza, la cretina.

Sono un artigiano e alcuni mi chiamano bambino. Perché no.

Il mondo che dicono adulto è un cimitero di sogni in agonia. 

Intanto sorrido perché so che almeno uno ce la farà.

E diventerà artigiano...

Sono un artigiano e sono soltanto ricco di ciò che ho dato.

L.P. 

 

Soy un artesano

Cada joya con la cual trabajo tiene su propia historia, su propio pasado. Su propia Fuerza, su Fragilidad.
Sobretodo eran ya joyas antes que yo hiciera cualquier cosa.
Non son perfectas, pero son únicas. Especiales.
Sobre algunas pongo tiritas para aliviar las heridas. Algunas tan grande que, a pesar del tiempo, no se cierran y siguen doliendo.
Ententan esconderlas, pero soy un artesano, las conozco bien todas.
Yo sé cuando detrás de una sonrisa se esconde una lagrima, una guerra cotidiana sin fin contra todo y contra todos.
Lo sé porqué llego de allí. Venimos de allí.
Una sonrisa es una elegante ¡vete a la mierda! a la banal violencia , a la mediocridad.
Soy un artesano y sé que significa cuando el aliento està ruidoso ... Y luego se sosiega. Cuando el pie aplasta duramente la tierra sin razón. Aparentemente…
Cuando se ententa secar las manos en los pantalones aunque no haya sudor.
Sé cuando el corazón palpita con fuerza, la cabeza hace cien metros de una pulgada ...
Incluso cuando estás inmóvil, sé cuando hay un terremoto interior. No siempre tengo que mirarte. Lo puedo sentir.
Lo sé porque todavía es mi vida de todos los días
Un gesto, una palabra o una mirada y te enviaré mi energía. Llamala magia si quieres, pero ante todo, es una protección.
Porque te quiero, conejo! 
(Nota del traductor: En Italiano “coniglio” es el anagrama (en la forma de Laurent) por un cariñoso “coglione”: “cojón”)
Soy un artesano y mi taller me sigue a todas partes, se llama Carretera.
Mis instrumentos son Corazón, Alma y Movimientos.
Sin olvidar Amor.

Sé bien que parece extraño y habrá quienes me mirarà por en cima del hombro. Pero el día que entenderás el sentido de lo que hago, lloraras. Caerás de tu rama y nadie vendrà a robarte tu queso...
Soy un artesano y no sé.

No sé si las almas de estas joyas seguiran brillando y me duele pensar que un día se van a apagar.
La mayoría de ellas se apagaran. Es así.
En soledad, lloro sabendo que van a pasar de Luz a Sombra.

Vida “la Cruel”se habrá devorado a Esperanza “la Tonta”.

Soy un artesano y algunos me llaman niño. ¿Por qué no?
El mundo que llaman “de los adultos” es un cementerio de sueños en agonía.
Mientras tanto, sonrío porque sé que, por lo menos, uno va a hacerlo.
Y llegará a ser artesano ...

Soy un artesano y soy rico solo de lo que doy.

L.P.

Diana Bruno